Collana del «Bollettino dantesco». Studi e testi


  Saggistica, editoria per l’Università

Gli Allighieri. Poema drammatico di Francesco Cazzamini Mussi e Marino Moretti
A cura di Alessandro Merci



Gli Allighieri. Poema drammatico di Francesco Cazzamini Mussi e Marino Moretti ISBN: 9788831358279
PAGINE: 144
PREZZO: € 15,00
FORMATO: cm 15 × 21
COLLANA: Collana del «Bollettino dantesco». Studi e testi
ILLUSTRAZIONI DI Carlo Felice Zanelli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 febbraio 2024
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Secondo dei quattro poemi drammatici composti dallo scrittore romagnolo Marino Moretti, assieme all’amico lombardo Francesco Cazzamini Mussi, per celebrare i Grandi del passato (Leonardo Da Vinci, 1908; Gli Allighieri , 1909; Frate Sole, 1911; Giuditta, 1912), Gli Allighieri rappresentano uno degli esiti più alti e originali della vasta produzione teatrale di soggetto dantesco fiorita tra il XIX e il XX secolo. Riproporli oggi in edizione moderna, prefata e annotata, nonché impreziosita dalle illustrazioni liberty di Carlo Felice Zanelli, ad oltre un secolo dalla princeps del 1909 e dalla seconda edizione del 1910, significa, perciò, non soltanto riappropriarsi di un tassello fondamentale della secolare ricezione dell’Alighieri e della sua Commedia, ma anche riscoprire un segmento poco noto e ingiustamente sottovalutato della multiforme opera morettiana, ancora fortemente segnato dal modello dannunziano, benché già in sottile polemica con esso, così da indagarne a fondo, con l’ausilio dei carteggi coevi, la genesi e l’ispirazione più intima.


Marino Moretti (Cesenatico, 1885-1979) è stato uno dei massimi esponenti della poesia crepuscolare primonovecentesca, di cui ha offerto saggi esemplari, come le Poesie di tutti i giorni (1911), Il giardino dei frutti (1916) e soprattutto le celebri Poesie scritte col lapis (1910), la cui recensione da parte di Giuseppe Antonio Borgese ha dato nome, come è noto, al movimento. Nella sua lunga parabola artistica si è dedicato con successo anche alla narrativa, con romanzi quali La voce di Dio (1920), L’Andreana (1935) o La vedova Fioravanti (1940), e alla memorialistica (Il tempo felice, 1929; Via Laura, 1931), per tornare felicemente alla poesia solo negli ultimi anni (L’ultima estate, 1969; Le poverazze, 1973; Diario senza le date, 1974). Il suo grande amore per il teatro, testimoniato dalla frequentazione giovanile della scuola fiorentina di Luigi Rasi, ha ispirato i quattro poemi drammatici (Leonardo da Vinci, 1908; Gli Allighieri, 1909; Frate Sole, 1911; Giuditta, 1912) scritti in gioventù con l’amico Francesco Cazzamini Mussi.

Francesco Cazzamini Mussi (Milano, 1888 - Baveno, 1952) è stato uno scrittore eclettico, capace di spaziare dalla poesia in lingua italiana (I canti dell’adolescenza, 1908; Le amare voluttà, 1910) a quella in dialetto milanese (Omagg a Meneghin, 1941), dalla critica letteraria (Marino Moretti. Studio critico, 1931) alla storiografia (Milano durante la dominazione spagnola (1525-1706), 1947), senza disdegnare incursioni in ambiti quali il teatro (i quattro poemi drammatici scritti assieme a Marino Moretti) o la traduzione (le Facezie di Poggio Bracciolini; le Novelle comiche di Maupassant). Fornito di ingenti risorse economiche e da sempre innamorato della letteratura, è stato anche un grande bibliofilo e collezionista, come dimostrano i fondi a lui intitolati presso la Biblioteca Trivulziana e la Biblioteca Sormani di Milano. È oggi ricordato soprattutto per l’amicizia e la collaborazione giovanile con Marino Moretti.
Alessandro Merci (Forlì, 1984) affianca da anni all’insegnamento liceale (è titolare di italiano e latino presso il liceo Torricelli-Ballardini di Faenza) un’intensa attività di ricerca, in collaborazione con l’Università di Bologna, come redattore della rivista «Studi e problemi di critica testuale» (del cui Comitato scientifico internazionale fa ora parte) e dell’ormai storico «Bollettino dantesco. Per il settimo centenario» (2012-2021). I suoi interessi si concentrano su Dante e sulla civiltà letteraria del nostro Otto-Novecento, con particolare attenzione a Manzoni, Panzacchi, Carducci, d’Annunzio, Pascoli, Moretti, Gozzano e Pasolini, sui quali ha pubblicato diversi saggi. È membro del Comitato di Presidenza dell’Accademia dei Benigni di Bertinoro.