La recensione

«Bassani in presa diretta» (Enzo Golino, «l'Espresso»)


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Siamo una casa editrice specializzata in pubblicazioni scientifiche per l'università. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a essere mediatori privilegiati fra le proposte scientifiche e le richieste didattiche del mondo umanistico universitario. L'attività editoriale della Giorgio Pozzi Editore si sviluppa nel settore della saggistica letteraria e si divide in diverse collane, che sono elencate nel menù qui a sinistra.

Siamo in grado di proporre preventivi concorrenziali per la pubblicazione degli studi di saggistica, al costo di 150 €uro a sedicesimo. Qui i nostri contatti per ogni chiarimento.


 
Novità

AUTORE: Andrea Cedola
TITOLO: La tinta uniforme del romanzo. Il ciclo verghiano dell'eros
ISBN: 9788896117194
PAGINE: 176
PREZZO: € 15,00
FORMATO: cm 15 x 21
COLLANA: Studi e testi di cultura letteraria 
DATA DI PUBBLICAZIONE: maggio 2012

Una peccatrice, Storia di una capinera, Eva, Tigre reale, Eros. La morte, in questi romanzi di passione, è il motore nascosto del racconto; è un abisso che attrae e indirizza le azioni dei personaggi, che ne fissa il carattere e i destini. È il principio ordinatore, ed è altresì la soglia da varcare per accedere alla metamorfosi, dall’innocenza alla verità della vita: le verità negate delle donne protagoniste, il cui linguaggio, e le movenze e i toni avvertiamo estranei e distanti dallo stile dello scrittore verista.
Eppure, già qui, sotto la “tinta uniforme”, fra le screpolature della “vernice” romanzesca, s’intravede una tessitura diversa, d’altra compattezza, d’altra luce, sottile, nera, infera, il cui filo segreto formerà la trama della voce più nitida e piena del Verga maggiore.
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Novità

A cura di: Antonello Perli
TITOLO: Giorgio Bassani: la poesia del romanzo, il romanzo del poeta
ISBN: 9788896117170
PAGINE: 288
PREZZO: € 17,00
FORMATO: cm 15 x 21
COLLANA: Bassaniana 
DATA DI PUBBLICAZIONE: dicembre 2011

Il volume raccoglie le relazioni del convegno internazionale su Giorgio Bassani organizzato dall’Università di Nizza nel novembre 2010, e costituisce la suggestiva testimonianza di un rinnovato fervore nel campo degli studi dedicati a uno dei massimi scrittori e intellettuali italiani del Novecento. I contributi confluiti in questo libro, da un lato illustrano la poliedricità della più recente saggistica dedicata allo scrittore, mettendo in luce le nuove prospettive di analisi sollecitate dalla configurazione testuale e strutturale definitiva del Romanzo di Ferrara, e dall’altro consentono di rapportare il perdurante interesse degli studiosi e dei lettori al valore letterario e al profondo significato spirituale e umano dell’opera di Bassani.
Imperniato sullo studio della poetica dello scrittore nei suoi aspetti formali e tematici, storico-culturali ed etici, il volume estende il campo della ricerca a interventi sulle operazioni culturali svolte dallo stesso Bassani in ambito editoriale e critico.
Secondo Roberto Cotroneo, «Bassani ha fatto della sua opera, soprattutto di quella narrativa, un capolavoro di maestria, di intuizione, di ambiguità, lasciando ai suoi lettori più accorti una vertigine interpretativa che nessuna ermeneutica futura potrà chiarire fino in fondo». Con questo volume si intende raccogliere la sfida che l'opera di Bassani continua a lanciare alla critica d’oggi.
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Novità

AUTORE: Sergio Parussa
TITOLO: Scrittura come libertà, scrittura come testimonianza. Quattro scrittori italiani e l'ebraismo
ISBN: 9788896117156
PAGINE: 220
PREZZO: € 15,00
FORMATO: cm 15 x 21
COLLANA: Bassaniana
DATA DI PUBBLICAZIONE: luglio 2011

Scrittura come libertà, scrittura come testimonianza è una riflessione sul rapporto tra ebraismo e scrittura nelle opere di quattro autori italiani del Novecento: Umberto Saba, Natalia Ginzburg, Giorgio Bassani e Primo Levi. Prendendo spunto dalle osservazioni sull’identità ebraica di Stefano Levi Della Torre e Giorgio Agamben, l’autore si domanda se sia possibile ritrovare, nella letteratura italiana del Novecento, le tracce di un’idea di storia come memoria, di un modo di raccontare in cui il recupero del passato non sia una mera ricostruzione cronologica di eventi legati da rapporti di causa e effetto, né un esercizio nostalgico di recupero del passato, ma una forza dinamica in grado di affrontare e correggere le ingiustizie del passato e di ispirare speranza nel futuro.
In questa prospettiva, per i quattro autori discussi nel saggio, il recupero della cultura ebraica non consisterebbe solo nel raccontare storie di argomento ebraico, ma in un modo di guardare al passato, in un modo di ricordare in cui il passato viene salvato dall’oblio per mezzo della sua ritualizzazione nel presente. Grazie a questo sguardo la memoria, e con essa la scrittura che ne è il veicolo, diventa fonte di libertà e responsabilità: libertà di affermare la differenza, e di fare delle tradizioni ebraiche una parte integrante della cultura italiana, e responsabilità di testimoniare il passato, ogni passato, e di renderlo vivo nel presente.

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ANTICIPAZIONI

A cura di: Laura de Fuccia, Christophe Brouard
TITOLO: «Di là dal fiume e tra gli alberi». Il paesaggio del Rinascimento a Venezia
SOTTOTITOLO: Nascita e fortuna di un genere artistico (XV-XVII secolo)
ISBN: 9788896117187
PAGINE: 160 circa
PREZZO: € 15,00
FORMATO: cm 15 x 21
COLLANA: Miscellanea 
DATA DI PUBBLICAZIONE: gennaio-febbraio 2012

 

Questo volume è dedicato alla nascita, all'affermazione e alla fortuna del paesaggio a Venezia e nel Veneto tra il XV e il XVII secolo. Su tali temi si è tenuto un convegno internazionale nel quadro delle giornate di studio annuali della Renaissance Society of America (Landscape as genre in the Serenissima from XV to XVIIth century: Iconography, Context and Taste, Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Cenacolo Palladiano, 10 aprile 2010). Gli atti che ne risultano raggruppano otto saggi, frutto di nuove ricerche che ruotano soprattutto intorno allo sviluppo del genere paesaggistico nel Rinascimento, alla sua ricezione artistica e critica, ma anche alla sua posterità, al di là dei territori della Serenissima.
Le opere studiate sono, tra gli altri, di mano di Giovanni Bellini, Giorgione e Tiziano. Natura e ideale sono le componenti essenziali di un vasto panorama di dipinti, disegni e incisioni. Così, le evocazioni arcadiche si associano a volte a quelle del sonno e dei sogni. I motivi iconografici ispirati alla natura sono analizzati per le loro implicazioni simboliche, le suggestioni letterarie o alla luce del contesto sociale e intellettuale. Un'attenzione particolare è data inoltre al “Concert champêtre” di Tiziano, opera emblematica del genere, alle interazioni tra la produzione lagunare e fiamminga nel Cinquecento e al fascino straordinario che la poesia del paesaggio veneto ha esercitato nei secoli successivi.

Il volume è pubblicato con il generoso sostegno dell'Association des Historiens de l’Art Italien (AHAI).

Gli autori sono: Christophe Brouard, Simona Cohen, Véronique Dalmasso, Laura de Fuccia, Pascal Dubus, Simone Ferrari, Dagmar Korbacher, Leopoldine Prosperetti.
I testi sono pubblicati in lingua originale: inglese, francese e italiano.
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ANTICIPAZIONI

AUTORE: Andrea Cedola
TITOLO: «Pensionati della memoria». I volti della morte e le maschere del riso nelle novelle di Pirandello
ISBN: 9788896117163
PAGINE: 200
PREZZO: € 15,00
FORMATO: cm 15 x 21
COLLANA: Studi e testi di cultura letteraria 
DATA DI PUBBLICAZIONE:

 

Nei Pensionati della memoria, novella del 1914, Pirandello riformula implicitamente la poetica della genesi e dell’autonomia del personaggio inscenando un confronto con le ombre dei morti. I suoi personaggi-revenants hanno origine nel relativismo integrale dell’Umorismo: la realtà non esiste, se non nella forma attraverso cui la nostra coscienza la percepisce; la vita, dunque, è ristretta al sentimento soggettivo e illusorio di vivere. I morti hanno perso quest’illusione, e con la propria assenza ci privano della realtà che noi avevamo per loro, in loro: cade la necessaria «reciprocità dell’illusione». E ne restiamo sgomenti: la loro morte è la nostra. Invece i cari estinti, disillusi, riacquistano realtà come «pensionati della memoria»; le ombre prendono corpo nella fantasia dello scrittore, e diventano personaggi, «esseri vivi, più vivi di quelli che respirano». D’altra parte, proprio nella morte il personaggio acquista una nuova, superiore acuità visiva, che gli permette di «capire il gioco»: finalmente, si vede morire. Il campo delle ombre diviene così il teatro delle vite dei personaggi, lo spazio dei loro sguardi e dei loro drammi; lo spazio, anche, del riso – fra grottesco e umorismo: arma collettiva d’espulsione del negativo, di smascheramento della «stomachevole pagliacciata» dell’esistenza, e allo stesso tempo via d’accesso all’oltre.

 

Andrea Cedola (Roma, 1967) è ricercatore all’Università di Cassino, dove insegna Letteratura italiana e Letteratura contemporanea. Con studi pubblicati in volumi, riviste e atti di convegni, si è occupato di Avanguardie, di narrativa italiana del secondo Novecento, del fantastico (Landolfi e Capuana) e di narrativa siciliana otto-novecentesca (Verga, De Roberto, Tomasi di Lampedusa, D’Arrigo). È redattore dell’“Illuminista”, rivista di letteratura contemporanea diretta da Walter Pedullà.

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