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ANTICIPAZIONI AUTORE: Andrea Cedola
Nei Pensionati della memoria, novella del 1914, Pirandello riformula implicitamente la poetica della genesi e dell’autonomia del personaggio inscenando un confronto con le ombre dei morti. I suoi personaggi-revenants hanno origine nel relativismo integrale dell’Umorismo: la realtà non esiste, se non nella forma attraverso cui la nostra coscienza la percepisce; la vita, dunque, è ristretta al sentimento soggettivo e illusorio di vivere. I morti hanno perso quest’illusione, e con la propria assenza ci privano della realtà che noi avevamo per loro, in loro: cade la necessaria «reciprocità dell’illusione». E ne restiamo sgomenti: la loro morte è la nostra. Invece i cari estinti, disillusi, riacquistano realtà come «pensionati della memoria»; le ombre prendono corpo nella fantasia dello scrittore, e diventano personaggi, «esseri vivi, più vivi di quelli che respirano». D’altra parte, proprio nella morte il personaggio acquista una nuova, superiore acuità visiva, che gli permette di «capire il gioco»: finalmente, si vede morire. Il campo delle ombre diviene così il teatro delle vite dei personaggi, lo spazio dei loro sguardi e dei loro drammi; lo spazio, anche, del riso – fra grottesco e umorismo: arma collettiva d’espulsione del negativo, di smascheramento della «stomachevole pagliacciata» dell’esistenza, e allo stesso tempo via d’accesso all’oltre.
Andrea Cedola (Roma, 1967) è ricercatore all’Università di Cassino, dove insegna Letteratura italiana e Letteratura contemporanea. Con studi pubblicati in volumi, riviste e atti di convegni, si è occupato di Avanguardie, di narrativa italiana del secondo Novecento, del fantastico (Landolfi e Capuana) e di narrativa siciliana otto-novecentesca (Verga, De Roberto, Tomasi di Lampedusa, D’Arrigo). È redattore dell’“Illuminista”, rivista di letteratura contemporanea diretta da Walter Pedullà.
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